Quanto guadagna un Astronauta?


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Il lavoro di Astronauta è uno di quelli più difficili, infatti i requisiti per poter diventare un astronauta sono molto restrittivi, questo comporta che oltre al prestigio sociale gli astronauti abbiano anche un bel reddito. Lo stipendio degli astronauti, in realtà, è molto inferiore a quello che ci si potrebbe immaginare.

Se si tiene conto del curriculum di Samantha Cristofonetti, si può dire con assoluta certezza che gli astronauti guadagnino poco in rapporto alla loro preparazione.

Per poter diventare astronauta non basta semplicemente avere una laurea in una materia scientifica(Fisica, Ingegneria ecc.), ma bisogna anche parlare un inglese perfetto, avere un’altezza specifica che non può essere superiore ai 190 centimetri e non inferiore ai 153, e bisogna superare dei test fisici che riescono a superare solo poche persone.

Se ti sei chiesto quanto guadagna un astronauta probabilmente verrai spiazzato dalla risposta che leggerai, perché ci sono lavori comuni molti più proficui.

Quanto guadagna un astronauta

Quanto guadagna un astronauta?

Un astronauta per quanti progetti abbia fatto la scienza rischia costantemente la vita quando è in missione, e il suo corpo è sottoposto a delle problematiche che noi sulla terra non possiamo nemmeno immaginare, eppure lo stipendio di un astronauta non è poi così faraonico come si potrebbe immaginare,


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Un Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea(ESA) guadagna mediamente 6.000 euro netti al mese, mentre invece il guadagno di un astronauta della NASA varia da una media di 50.000 ad un massimo di 130.000 dollari lordi l’anno, togliendo le imposte non rimane molto.

Quanto guadagna un astronauta quando è nello spazio?

Si può pensare che un astronauta quando è nello spazio percepisca uno stipendio molto superiore rispetto a quando è sulla terra, ma non è così, infatti un astronauta quando è nello spazio guadagna un supplemento che va dai 20 ai 40 dollari al giorno, cioè meno di uno stipendio di un operaio non specializzato.

Samantha Cristofonetti
Samantha Cristofonetti


Quanto guadagna Samantha Cristofonetti?

Samantha Cristofonetti è stata la prima astronauta italiana donna a prendere parte ad una spedizione spaziale, ha lavorato per l’ESA, e quindi presumibilmente il suo reddito annuo è sui 70-100.000 euro lordi l’anno, ai quali però vanno aggiunti i guadagni derivanti dal tempo passato nello spazio, anche se si tratta di poco denaro, come detto in precedenza il guadagno supplementare per chi va nello spazio è sull’ordine dei 30 dollari al giorno.

Quanto guadagna un astronauta nello spazio?

Come già abbiamo chiarito, un astronauta che va in missione nello spazio ha un guadagno ulteriore di 30-40 dollari al giorno, cioè meno di quello che percepisce un operaio in fabbrica.


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Questa verità è venuta fuori quando molti si sono lamentati dei costi inutili per la missione nello spazio che ha coinvolto la Cristofonetti, ma nella discussione sono intervenute delle persone ben informate che hanno specificato quale fosse il guadagno degli astronauti quando sono in missione.

Conviene fare l’astronauta nel 2018?

Fare l’astronauta non è uno di quei lavori che ti permette di diventare ricco, e per quanto la sicurezza venga migliorata dalla tecnologia di anno in anno, si tratta di un lavoro pericoloso quando si è nello spazio, e gli allenamenti per poter fare questo lavoro sono durissimi. Quindi consigliamo di intraprendere questa strada solamente a coloro che vogliono mettere da parte l’aspetto economico.

Quanto guadagna un astronauta nel 2018?

I guadagni per gli astronauti nel 2018 restano perlopiù invariati per ogni agenzia aerospaziale, solamente la NASA prevede un piccolo aumento. come abbiamo già ricordato, un giorno nello spazio permette ad un astronauta di guadagnare solamente un piccolo extra di 30,00 dollari al giorno.

Quanto Guadagna Un Fisioterapista?


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Quanto guadagna un fisioterapista? Il fisioterapista è sicuramente una bella professione in ambito medico che come ben saprete si occupa prevalentemente di riabilitazione sensoriale e motoria. Tale professione ad oggi è ancora una delle più ricercata a livello globale. Diversamente da quanto si vocifera in giro, un fisioterapista vanta uno stipendio importante che consente di vivere una vita più che dignitosa, un po’ sopra la media.

In realtà secondo recenti ricerche il lavoro non è del tutto certo, a differenza di quello che si potesse immaginare fino a qualche tempo fa, ma si tratta comunque di un lavoro ben pagato rispetto a tanti lavori per il cui svolgimento è richiesta una laurea.

Quanto guadagna un fisioterapista

Quanto guadagna un fisioterapista dipendente?

Lo stipendio che percepisce un fisioterapista può variate a seconda di molti fattori – se lavora per conto suo oppure in qualche struttura ospedaliera. Ma quanto guadagna allora un fisioterapista? Stabilirlo non è assolutamente semplice, proprio per questo motivo abbiamo dovuto tassativamente domandare più informazioni possibili a diversi fisioterapisti in modo da avere un quadro completo della situazione.


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Un fisioterapista che lavora in una struttura ospedaliera, rigorosamente sotto contratto, riesce a percepire uno stipendio mensile che si aggira sui 1100 massimo 1300 euro, fino ad arrivare a 1.500 euro. Cifre non da capogiro, sopratutto perché si riesce a guadagnare meno di un infermiere, vi abbiamo già detto tutto. Alla fine dei conti ai tempi d’oggi lavorare come fisioterapista presso ospedali o strutture sanitarie non risulta essere molto difficile.

Quanto guadagna un fisioterapista libero professionista?



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Moltissime persone, anche se si sbagliano e non di poco, ritengono che un fisioterapista privato guadagni molti di più di un fisioterapista dipendente. Come per qualunque lavoro al mondo, la fortuna del libero professionista la si crea con i propri sacrifici, ampliando il più possibile i propri clienti che necessitano di assistenza. Diversamente dal fisioterapista che lavora in strutture ospedaliere, il fisioterapista professionista non è assolutamente semplice anche perché per farsi conoscere deve obbligatoriamente pubblicizzarsi autonomamente.

Un fisioterapista che lavora per conto suo, per comodità o più semplicemente perché non le piace stare sotto ordini, può riuscire in qualche mese – non sempre – ad arrivare ad uno stipendio mensile di circa 2000-3000 euro a salire, a seconda ovviamente del numero di clienti serviti in quel preciso periodo.

Quanto guadagna un fisioterapista di una squadra di calcio?

Salendo e non poco di categoria, in molti ad oggi pensano che un fisioterapista di una squadra semi-professionista percepisca cifre spaventose, ma sappiate che non è cosi: massimo lo stipendio mensile si attesta sugli 800-1500 euro.

Una volta che si entra nel campo dei professionisti, gli stipendi iniziano a lievitare e si può facilmente arrivare a cifre dai 2000 euro netti in su fino a 10.000 euro e anche più. Pensate un fisioterapista che appartiene a club prestigiosi come Milan, Juventus, Real Madrid, Barcellona e altre squadre blasonate.

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Quanto Guadagna un Vigile del Fuoco?

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Ti sei mai chiesto quanto guadagna un vigile del fuoco? Il lavoro del vigile del fuoco è spesso pericoloso e l’immaginario collettivo avvolge questa figura di valori positivi come l’eroismo, il coraggio e lo spirito di abnegazione.

Non si contano  gli atti di coraggio compiuti dal corpo dei vigili del fuoco, che ha la stessa dignità di tutti gli altri reparti di forza pubblica. Un vigile del fuoco, nonostante il suo lavoro che lo porta, in casi di emergenza, a fare turni estenuanti guadagna uno stipendio basso rispetto alla complessità del lavoro che svolge.

Leggi anche: Quanto guadagna un carabiniere?

Molte lotte vengono portate avanti sul piano sindacale per far si che il guadagno di un vigile del fuoco sia uguale a quello di un qualsiasi componente delle forze dell’ordine. Purtroppo ancora oggi lo stipendio di un vigile del fuoco resta basso.

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Se questo non ti spaventa, ma vuoi comunque diventare un vigile del fuoco, ti consiglio, una volta terminata la lettura di “quanto guadagna un vigile del fuoco” di dare uno sguardo anche a “come diventare vigile del fuoco”.

Al primo posto per un aspirante vigile del fuoco deve esserci la passione, se speri di diventare ricco con questo lavoro probabilmente hai scelto la strada sbagliata.

Vediamo ora a quanto ammonta il guadagno di un vigile del fuoco.

Quanto guadagna un vigile del fuoco

Quanto guadagna un vigile del fuoco volontario?

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Il Vigile del fuoco volontario, svolge una attività di volontariato. Nonostante questo è tenuto a fornire la sua disponibilità per le chiamate in caso di emergenza e deve completare il monte ore assegnatogli ogni anno. Vista la sua adesione su base volontaria il guadagno di un vigile del fuoco volontario è pari a zero.

Anzi, dobbiamo rettificare, perché ci è stato fattore sapere, che in realtà i vigili del fuoco volontari guadagnano in base alle ore di intervento, vengono pagati per ogni ora di intervento, e questo significa che quando sono in servizio non è detto che guadagnino, ma prendono un compenso(lo stesso dei vigili ordinari) solo ed esclusivamente nelle ore in cui fanno degli interventi.

Inoltre, c’è da distinguere tra vigile del fuoco volontario ordinario, e vigile del fuoco volontario discontinuo, perché quest’ultimo viene chiamato solamente nel caso vi sia necessità della presenza di altri vigili oltre l’ordinario, vengono chiamati per un numero specifico di giorni e guadagnano uno stipendio, a differenza dei vigili del fuoco volontari che invece non percepiscono stipendio, ma vengono pagati in base alle ore effettive d’intervento.

Nonostante un vigile del fuoco volontario guadagni solo il rispetto e la stima della comunità, perché il suo guadagno è piuttosto magro, offre un servizio essenziale e affianca, spesso con pari sforzo, i vigili del fuoco in servizio permanente.

Leggi anche: Quanto guadagna un poliziotto

Quanto guadagna un vigile del fuoco in servizio permanente

Il vigile del fuoco in servizio permanente è regolarmente assunto per essere risultato vincitore di concorso pubblico. Abbiamo approfondito l’iter di assunzione in “Come diventare Vigile del Fuoco”. Il guadagno di un vigile del fuoco in servizio permanente dipende dalla sua qualifica.

Un vigile del fuoco semplice guadagna all’inizio della sua carriera, circa 1200 euro. Dopo un numero congruo di anni di servizio si può arrivare a percepire uno stipendio di 1500 euro.

Un po’ meglio va ai Capo squadra. Un quadra dei vigili del fuoco guadagna appena 1400 euro. In realtà una volta ripulito lo stipendi da tasse e detrazioni varie, un vigile del fuoco resta con uno stipendio utile di appena 1000 euro al mese.

La situazione migliora solo nel caso di alte qualifiche o ruoli dirigenziali all’interno del Corpo dei vigili del fuoco. Queste figure possono arrivare a percepire stipendi interessanti, simili a quelli dei componenti delle forze dell’ordine.

Ringraziamo l’utente che ha commentato quest’articolo facendoci sapere che in realtà i vigili del fuoco volontari percepiscono dei guadagni, anche se non un vero e proprio stipendio(cosa che avviene per i vigili del fuoco volontari discontinui). Il quale ci ha anche detto che lui da caposquadra con diversi anni di esperienza percepisce circa 23.000 euro netti l’anno. Questo perché oltre allo stipendio di base vi sono altre entrate che permettono la crescita dello stipendio, per esempio gli scatti d’anzianità.

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Codice tributo 3918: Cosa significa il codice per pagare IMU

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Il codice tributo 3918 è uno degli elementi principali del fisco italiano, nonostante sia stato introdotto solo di recente rappresenta una buona percentuale delle entrate del fisco italiano. Questo perché il tributo del codice 3918 è l’IMU, ovvero l’Imposta Municipale Unica istituita dal governo Monti nel 2011.

È bene conoscere alla perfezione questi codici tributo, perché se usati in modo errato si può incorrere in diversi problemi, e non c’è niente di peggio dei problemi col fisco. Un mio amico, infatti, l’anno scorso ha confuso ingenuamente proprio il codice tributo 3918 con il codice tributo 3919, credendo che fosse la stessa cosa; ebbene, gli è arrivata a casa una salatissima cartella esattoriale, e fortunatamente se l’è cavata con quello, ma non tutti sono così fortunati. In questo articolo, andremo a vedere a cosa si riferisce nello specifico il codice tributo 3918 e quando si deve usare.

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Codice tributo 3918

Codice tributo 3918: Cos’è e come funziona

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Il codice 3918, come detto, è uno dei codici tributo che si rifanno all’IMU. Attenzione! Ho detto che è uno dei codici relativi all’IMU, non il codice relativo all’IMU, quindi non va usato in tutti i casi in cui ci dobbiamo riferire a questa tassa. Nello specifico, questo codice tributo 3918 è il codice dell’IMU per quelli che sono gli “altri fabbricati“, ovvero tutte quelle strutture che non sono né la prima, né la seconda casa, né i terreni, né i fabbricati rurali, né le aree fabbricabili. Ma quindi, quali sono le strutture a cui si riferisce questo codice? Tutto ciò che non rientra in quelle categorie, quindi gli uffici e tutti quegli edifici che producono reddito e vengono usati a scopo commerciale.

Differenza tra il codice tributo 3918 e codice tributo 3919


In realtà, i codici che si usano per questo tipo di immobili sono due: uno è il 3918 è il 3919. Qual è la differenza tra i due? Tra tutti i codici, questi sono quelli in cui la maggior parte dei contribuenti fa maggiore confusione. Il primo si riferisce alla quota dovuta al Comune in cui si trova l’immobile, mentre il secondo si riferisce alla quota dovuta allo Stato. Quanto bisogna dare al primo e al secondo ente è molto semplice: metà a uno, metà all’altro. Una volta calcolata la somma da pagare, la si divide per 2 e il risultato si scrive una volta col codice 3918 e un’altra con il 3919.

Ricapitolando:

Codice tributo 3918: Quota dell’IMU da pagare al comune in cui è locato l’immobile

Codice tributo 3919: Quota dell’IMU da pagare allo Stato


L’errore più frequente commesso dai contribuenti inesperti è quello di dimenticarsi di citare nel proprio modello uno dei due codici, dimenticandosi così di pagare una parte della quota. Ora che li conoscete entrambi, non potrete più sbagliare. Detto questo, andiamo a vedere come utilizzarli in modo corretto.

Codice tributo 3918: come usarlo nel modello F24

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Il codice tributo 3918, in coppia il suo diretto parente numero 3919, va inserito nella sezione del modello F24 dal titolo “Imu e altri tributi locali“. La modalità di inserimento è identica a quella relativa al codice tributo 3958, ovvero si inizia indicando il codice ente o codice comune, che è il numero che identifica il comune a cui dovete pagare la tassa (per esempio, quello del comune di Torino è L219. Puoi trovare quello del tuo comune nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate: tutti i codici ente/codici comune ). Quindi dovete barrare con una X la casella “Acc” o la casella “Saldo”, a seconda che tu stia pagando l’acconto o il saldo, dopodiché bisogna indicare il numero degli immobili per cui si paga la tassa. A questo punto devi inserire il codice tributo.


In ogni caso, sul Sito dell’Agenzia delle entrate puoi trovare un esempio già compilato del modello F24, in cui si vede come utilizzare correttamente il codice tributo 3918. Il Sito dell’Agenzia delle Entrate, in questi momenti dolorosi, è uno dei nostri (pochi) alleati.

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Codice tributo 3958: Cos’è e quando usarlo

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Il codice tributo 3958 è uno dei i codici tributo più diffusi e usati. Esso infatti identifica la TASI, ovvero la Tassa sui Servizi Indivisibili, una delle tre parti, insieme alla TARI (Tassa sui rifiuti) e la famigerata IMU (imposta municipale propria), dell’IUC (Imposta Unica Comunale) istituita dalle legge di stabilità del 2014 proposta dal governo Letta.

Il codice tributo da inserire sul modello F24 per questa tassa è il 3958, che ora andremo ad analizzare per bene.

Questo codice tributo prevede delle sanzioni non indifferenti, quindi bisogna prestare massima attenzione.

Codice tributo 3958

Il saldo di questa tassa da pagare viene effettuato a Dicembre.

Cos’è il codice tributo 3958? Che differenza c’è con il codice tributo 3961?

Il codice tributo 3958 è, come detto, uno dei codici che identificano la TASI. La TASI sarebbe quella tassa attraverso cui i comuni dovrebbero finanziare i cosiddetti “servizi indivisibili”, ovvero tutti quei servizi di cui beneficia indistintamente tutta la collettività tra cui troviamo: il servizio di polizia municipale, viabilità, tutela dell’ambiente, illuminazione pubblica, cimiteri ecc…

Dal momento che risulta impossibile quantificare quanto ogni singolo cittadino usufruisca di questi servizi, è stato deciso che tutti i residenti di un tale comune debbano contribuire a finanziarli, quindi in sostanza la TASI è una tassa che si paga per il solo fatto di abitare in un determinato comune.

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Il codice tributo 3958, però, non identifica tutta la TASI: è infatti soltanto uno dei quattro codici che si riferiscono a questa tassa, e nello specifico va inserito nel modello F24 quando si deve pagare solo ed esclusivamente la TASI per l’abitazione principale, cioè la prima casa,  e per tutte le relative pertinenze, e non va confuso con gli altri tre, che sono nello specifico i codici 3959, 3960 e 3961.

Codice Tributo 3959: La TASI sui fabbricati rurali.

Codice Tributo 3960: Identifica la TASI per i terreni su cui è possibile costruire.

Codice Tributo 3961: Vale per tutti gli immobili che non rientrano né nel codice tributo 3959 né in quello 3960.

Ecco, la principale domanda che si pongono i cittadini, ovvero quale sia la differenza tra il codice 3958 e il 3961 è che il primo è più specifico e riguarda soltanto la prima casa, mentre l’ultimo va usato per tutto ciò che non è compreso nelle prime tre categorie.

Come usare il codice tributo 3958 nel modello F24

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Per inserire il codice 3958 nel modello F24 si opera in maniera quasi del tutto simile a come si fa per il codice tributo 2003, con la differenza che questo codice va inserito nella parte del modello riguardante “IMU ed altri tributi locali”, scrivendo nell’apposito spazio dedicato alla somma degli importi a debito la cifra che si deve corrispondere.

Nello spazio “Codice ente/codice comune” va indicato il codice catastale del comune in cui si trova l’immobile per il quale si sta pagando. C’è inoltre lo spazio denominato “Ravv.” che riguarda il ravvedimento operoso e va barrato soltanto nel caso in cui tu stia svolgendo tale operazione.

In ultimo, ci sono gli spazi “Acc” e “Saldo”: devi barrare la casella della rata che stai pagando, “Acc” per l’acconto e “Saldo” per il saldo, a prova di idiota!

In ogni caso, sul sito dell’Agenzia delle entrate è possibile trovare un modello d’esempio per questo codice tributo, in cui sono riportate tutte le istruzioni per la corretta compilazione. In questi momenti tragici, in cui bisogna pagare le tasse, il sito dell’Agenzia delle entrate rimane uno dei nostri migliori alleati per portare avanti al meglio questa dolorosa operazione.

Il codice tributo 3958 è importante?

Il codice tributo 3958 è in assoluto uno dei più importanti tra tutti i codici tributo esistenti, quindi è una delle cose più importanti del Fisco, questo perché regola la TASI, che è l’imposta sulla casa che è andata a sostituire l’ormai scomparsa IMU. Essendo una novità molte persone non propriamente esperte di fisco e di leggi stanno trovando difficoltà importanti nel riuscire a capire quanto debbano pagare e entro quale termine. Ciò fa di questo codice tributo uno dei più ostici in assoluto, anche perché se la legge a riguardo non dovesse essere rispettata sono previste delle sanzioni altissime.

A quale contributo corrisponde il codice tributo 3958?

Come abbiamo già chiarito il codice tributo 3958 così come il codice tributo 3959, il codice tributo 3960 e il codice tributo 3961 va a regolare il pagamento della Tassa sulla TASI.

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Codice Tributo 3812: Cos’è e quando usarlo

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Il codice tributo 3812 è uno dei codici tributo più importanti per il contribuente, questo perché fa riferimento ad una delle imposte più importanti del nostro regime fiscale. Esso infatti è uno dei codici che riguardano l’IRAP, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, una tassa importantissima che rappresenta il 40% del gettito fiscale Italiano.


Se sei qui è perché probabilmente sei un imprenditore o un libero professionista che vuole compilare in autonomia il proprio modello F24, magari per evitare i costi di un commercialista. Hai fatto bene a informarti perché per pagare correttamente tutte le tasse devi conoscere alla perfezione tutti questi codici e il codice 3812 in particolare, anche perché un cattivo utilizzo potrebbe danneggiare te e la tua azienda.

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Significato codice tributo 3812

Codice tributo 3812: cos’è e a cosa si riferisce?

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Il codice tributo 3812 è come detto uno dei tre codici tributo attraverso i quali ci si riferisce all’IRAP, ovvero quella tassa che tutte le persone o gli enti che percepiscono un fatturato (quindi società di capitali, SNC, SAS, commercianti, pubblica amministrazione e anche produttori agricoli) sono tenute a dare allo Stato. Attraverso questo tributo lo Stato finanzia in gran parte la sanità pubblica, è doveroso quindi pagarlo se si vuole che il sistema sanitario funzioni. La normativa che regola questa imposta è il decreto legislativo n.446 del 15 dicembre 1997.

 Codice tributo 3812: La differenza con il codice 3800 e il codice 3813


Nello specifico, il codice tributo 3812 si riferisce alla prima rata dell’acconto dell’IRAP e non va confuso assolutamente con il codice tributo 3800 (che si riferisce al saldo e che abbiamo già esaminato a parte) e con il codice tributo 3813, che si usa quando si deve pagare la seconda rata dell’acconto o si decide di pagare l’acconto in un unica soluzione. Con questo codice, si possono indicare solo importi a debito ed è possibile ratearizzare la somma.

Codice tributo 3812: Come usarlo


Andiamo adesso a vedere un esempio pratico su come mettere correttamente il codice tributo 3812 sul modello F24. Riteniamo infatti che il modo migliore per capire come funzioni il meccanismo sia proprio vedere un esempio pratico. Ipotizziamo di dovere allo stato un primo acconto dell’IRAP per il 2017 di 5.000 euro, ci troviamo nella regione Veneto e per comodità decidiamo di ratealizzare l’importo in cinque rate da 1000 euro.

  • Per prima cosa, bisogna prendere il modello F24 alla sezione “Regioni”
  • Alla voce “codice regione” bisogna mettere il codice da 01 a 21 che identifica la regione alla quale si deve pagare la tassa. Noi siamo in Veneto, quindi dobbiamo scrivere 21. Puoi trovare l’elenco di tutti i codici regione sul sito dell’Agenzia delle Entrate: Tabella Codici delle Regioni e delle Province Autonome.
  • Alla voce “Codice Tributo” scriviamo 3812
  • Alla voce “rateazione/regione/prov./mese rif.” mettiamo un numero di quattro cifre in cui le prime due identificano la rata che paghiamo e le ultime due il numero di rate che vogliamo pagare. Noi abbiamo detto che vogliamo pagare in cinque rate e questa è la prima, quindi dobbiamo scrivere 0104. Se avessimo voluto pagare in un’unica soluzione, avremmo dovuto indicare 0101.
  • Alla voce “anno di riferimento” dobbiamo scrivere l’anno per il quale stiamo pagando la tassa, nel nostro esempio 2016.
  • Alla voce “importi a debito versati”, infine, bisogna scrivere la somma che si paga, in questo caso 1.000 euro, perché abbiamo deciso per ratealizzare così. Dobbiamo quindi scrivere 1.000,00.

Questo era tutto quello che c’era da sapere sul codice tributo 3812. Se doveste avere ancora qualche dubbio vi invito a commentare questo post oppure a visionare l’esempio fornito dal sito dell’Agenzia delle Entrate: esempio codice tributo 3812.

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Quanto guadagna un Macellaio?

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Il lavoro di Macellaio è un lavoro che permette di guadagnare bene sia come dipendente all’interno dei supermercati, sia come proprietario di macelleria.
Infatti, un macellaio non fa molta fatica ad arrivare a guadagnare 2.000 euro al mese, una cifra molto importante se si tiene conto che oggi lo stipendio medio in Italia è di 1.400 euro.
 Lo stipendio di un macellaio è di tutto rispetto, ed è in linea con quello degli impiegati, forse è persino superiore di qualche centinaio di euro.

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Molti ragazzi che vogliono intraprendere questo lavoro si domandano quanto guadagna un macellaio, ed è questo il motivo per il quale abbiamo deciso di scrivere questo articolo.

Questo lavoro richiede delle competenze che si possono acquisire solamente andando a lavorare per altri macellai, dopo un paio di anni di pratica si sarà in grado di aprire la propria macelleria.
Molti ragazzi che non hanno voglia di studiare sono attratti da lavori come questo perché si tratta di lavori dove basta un po’ di buona volontà per emergere, inoltre non sono tanti i ragazzi che desiderano fare questo lavoro, è uno dei lavori che nessuno vuole fare.

Leggi anche: Quanto guadagna un Cassiere?

Quanto guadagna un macellaio
Macellaio

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Un macellaio che lavora in un supermercato percepisce una paga media di 1.300 euro più gli eventuali straordinari, solitamente in un mese un macellaio che lavora per la GDO non si porta a casa meno di 1500 euro al mese di stipendio.
Invece, un macellaio che è titolare di una o più macellerie potrebbe guadagnare 10.000 euro al mese così come potrebbe anche non guadagnare nulla ed essere in perdita, essendo un lavoro imprenditoriale il guadagno dipende da troppi fattori per poterlo stabilire.
Un Macellaio che vende prodotti di alta qualità può permettersi di avere prezzi più alti della media, e quindi avere come clienti persone che non hanno problemi di denaro, e che quindi non hanno alcun problema a spendere qualche euro in più.
Quindi, riassumendo, non è possibile stabilire a priori quanto guadagna un macellaio, ma certo è, che nel caso in cui un macellaio lavori bene e venda carne di estrema qualità non avrà alcun problema a portarsi a casa uno stipendio di tutto rispetto.

Quanto guadagna un Macellaio titolare?

Un macellaio che vende prodotti di buona qualità e che si trova in una zona molto trafficata può guadagnare quanto un discreto avvocato, invece un macellaio che vende carne di scarsa qualità in zone con pochi abitanti farà fatica a portarsi uno stipendio minimo a casa.

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Quanto guadagna Chiara Ferragni?

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Chiara Ferragni è una delle fashion blogger più importanti del mondo, in assoluto la più famosa d’Italia, anche se non lavora nel Bel paese. Molte ragazze si domandano quanto guadagna Chiara Ferragni, la Ferragni è riuscita a creare un vero e proprio impero economico grazie al suo blog The Blonde Salad, non è possibile oggi immaginare che qualcuno riesca a toglierle il record di 10.000.000 di euro guadagnati con un blog sulla moda, è in assoluto la fashion blogger più ricca tra quelle che hanno origini italiane.

Viene lecito domandarsi quanto guadagna Chiara Ferragni e come mai sia diventata così ricca, e soprattutto come è riuscita a far diventare famoso il suo blog in maniera così repentina.

Quanto guadagna Chiara Ferragni?

Quanto guadagna Chiara Ferragni e come ha iniziato?

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Chiara Ferragni nel 2014 grazie al suo blog è riuscita a guadagnare 8 milioni di euro, ed è presumibile che abbia concluso il 2016 con un guadagno record superiore ai 10 milioni di euro. Ma questi non sono i suoi unici guadagni, perché la nota Fashion Blogger è riuscita a creare un impero grazie ad Internet, infatti ha sfruttato le idee di cui parlammo anche noi nel nostro articolo su come guadagnare con Internet, ha creato una propria linea di prodotti con la quale ha un fatturato che presumibilmente supera i 40 milioni di euro l’anno.


La Ferragni guadagna anche con Youtube, come vedemmo nel nostro articolo su come guadagnare con Youtube, ci sono persone che grazie al tubo hanno guadagni milionari provenienti dalle pubblicità all’interno dei video.

Quanto guadagna Chiara Ferragni nel 2017?

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La straordinaria fashion blogger è in continua ascesa, il fatturato della sua azienda aumenta di anno in anno ed è presumibile che quest’anno sia un altro anno di fatturato record sia per il suo blog che per la sua linea di prodotti, le sue scarpe infatti nei primi giorni dell’anno sono andate letteralmente a ruba, con numeri record di vendita.

Quanto guadagna la Ferragni con le sfilate di moda?


La Ferragni in quanto fashion blogger di fama mondiale(tra le prime al mondo in assoluto) viene spesso invitata alle sfilate di moda, è presumibile che per ogni sfilata riesca a guadagnare almeno 20.000 euro.

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Chernobyl oggi è abitata?

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Chernobyl è diventata una città nota a livello mondiale a causa del disastro nucleare che l’ha coinvolta e per il numero enorme di morti che ha causato nel corso degli anni.

Ma oggi com’è Chernobyl? Oggi è semplicemente una città fantasma, come è stata ribattezzata da molte testate giornalistiche sia italiane che straniere, città fantasma nella quale però c’è ancora vita, si, perché Chernobyl oggi è abitata.

Ci vuole coraggio per vivere in una realtà del genere, ma la radioattività di Chernobyl oggi non è più abbastanza alta da essere letale, in alcuni luoghi specifici della città non ci si può fermare per un periodo di tempo che non sia breve, perché lì la radioattività è abbastanza alta da essere letale.

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                      Chernobyl oggi

Chernobyl oggi è abitata



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Chernobyl oggi è una città che soffre, la radioattività è ancora alta, nonostante sia scesa in maniera precipitosa rispetto al 1986, anno in cui ci fu il grande disastro, ma ci vorranno ancora tantissimi anni prima che la città possa tornare ad essere vivibile nel vero senso della parola, ma è molto probabile che la città resti così com’è oggi almeno per i prossimi 100 anni.

L’Ucraina non ha mai dato l’impressione di volerci fare un progetto che non sia un progetto turistico.

Oggi a Chernobyl ci vivono 500 persone, non sappiamo esattamente molte di queste che persone siano, ma secondo un giornalista del Corriere della Sera, molte di queste persone sono ex abitanti di Chernobyl che hanno deciso di tornare nel loro luogo natio a trascorrere gli ultimi anni della loro vita.

Infatti l’età media è altissima, e non ci sono giovani. Non solo Chernobyl è abitata, ma c’è un Hotel, i cui costi sono anche piuttosto alti per essere un Hotel situato in un luogo radioattivo, ma è normale che costi tanto vista la grande attrazione.

Visitare Chernobyl non è pericoloso, naturalmente con le dovute precauzioni e stando per un periodo di tempo molto limitato nelle zone radioattive.

Gli abitanti di Chernobyl vivono in zone specifiche, dove le radiazioni sono minori rispetto ad un perimetro molto vasto in cui è praticamente impossibile vivere, a causa dell’enorme rischio di morire a causa delle radiazioni che causerebbero tumori e malformazioni.

Chernobyl oggi è abitata: Gli eroi di Chernobyl che non ce l’hanno fatta

In città c’è una cappella dedicata agli eroi di Chernobyl, a coloro che lavorarono per tamponare il problema, nel corso degli anni oltre 500.000 persone hanno lavorato per raffreddare il reattore, molti di questi si sono seriamente ammalati, soprattutto i primi ad intervenire, i quali sono tutti morti nel giro di 6 mesi da quando si misero a lavorare per raffreddare il reattore.

Altri sono stati spinti a lavorare per una somma piuttosto ingente per l’epoca, ma non furono resi consapevoli dei rischi che correvano, e anche loro morirono.
  

                                 
Monumento dedicato ai vigili del fuoco che intervennero nella notte del disastro, tutti morti nel corso degli anni a causa delle radiazioni. Foto di http://www.vecchiazzano.it/

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Seconda Guerra Punica: Riassunto

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La seconda guerra punica fu la seconda delle tre guerre puniche che furono combattute tra Roma e Cartagine anticamente. Questa guerra è quella che ha reso celebre Annibale, uno dei più agguerriti avversari che Roma abbia mai dovuto affrontare, in Italia infatti non fu mai sconfitto.

Questa guerra fu voluta da Cartagine per riconquistare i territori persi in seguito alla sconfitta nella prima guerra punica. Ci vollero molti anni prima che Cartagine fosse di nuovo in grado di affrontare Roma.

La seconda guerra punica vide l’ennesima vittoria di Roma che a questo punto controllava tutto il mediterraneo occidentale.
Seconda guerra punica
Annibale

Riassunto della seconda guerra punica: Situazione prima dello scoppio della guerra

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Cartagine si era indebolita molto dopo la sconfitta nella prima guerra punica, e la sua flotta era stata quasi completamente distrutta, quindi Roma ha potuto conquistare la Sardegna e la Corsica senza troppe difficoltà. Ci sono voluti 20 anni per permettere a Cartagine di riassestarsi ed essere di nuovo in grado di fronteggiare Roma.
Questa è stata la guerra peggiore del mondo antico, il numero di perdite umani e lo sforzo economico di questa guerra non furono mai battuti né prima né dopo questa guerra.

Cause della seconda guerra punica

Le cause della seconda guerra punica furono le stesse che spinsero Hitler a fare la guerra alla Francia il secolo scorso, ovvero rifarsi sul nemico che ha vinto la guerra precedente, e riprendersi i territori e il potere perduto.
Cartagine non era intenzionata a mollare così si preparò duramente alla guerra contro Roma, la sua economia già era indirizzata alla guerra diversi anni prima che la guerra avesse inizio. Roma, invece, era al corrente del fatto che Cartagine da lì a breve avrebbe provato a riscattarsi e così non restò a guardare e si rafforzò.


Lo svolgimento della seconda guerra punica

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La guerra iniziò nel 218 a.C. e terminò solamente nel 202 a.C. Prima di dare vita alla guerra a Roma, Cartagine con i generali Amilcare Bacca e suo figlio Annibale conquistarono la Spagna. Successivamente Annibale attaccò Sagunto che era una degli alleati di Roma, così costrinse Roma ad intervenire e dichiarare guerra a Cartagine
Mentre Roma si organizzava per mandare le truppe in Spagna a contenere Annibale, quest’ultimo con una mossa molto scaltra attraversò le Alpi e arrivò in Italia, ci furono diversi scontri con le truppe romane e in tutti i casini Annibale riuscì a vincere anche se non mise mai seriamente in difficoltà Roma, nel frattempo i romani riuscirono ad evitare che ad Annibale arrivassero rinforzi in quel della Spagna.
Annibale successivamente in Puglia con le truppe cartaginesi riuscì ad eliminare più del 50% delle truppe romane, fu una delle più grandi sconfitte della storia di Roma repubblicana, però fece un grave errore tattico, in quanto non si mise subito in cammino verso Roma e questo permise alla Repubblica romana di riorganizzarsi e coordinare le truppe per fermare il temibile avversario cartaginese. 

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Per le truppe cartaginesi era finita, la concreta possibilità di vincere la guerra era sfumata, successivamente il fratello di Annibale arrivato in Italia partendo dalla Spagna fu sconfitto duramente dai romani e perse la vita in battaglia.
In seguito le truppe romane riuscirono ad ottenere altre vittorie importanti, la guerra si spostò in Africa, e grazie al grande stratega Scipione l’Africano, Roma non ebbe difficoltà nel vincere le battaglie decisive che ne decretarono la vittoria.

Conseguenze della Seconda Guerra Punica

La seconda guerra punica portò nuovamente Cartagine in uno stato di completo disastro economico, ma anche Roma ne uscì con le ossa rotte, tant’è che furono raddoppiate le tasse per permettere alle casse repubblicane di avere i capitali necessari alla ricostruzione post-guerra.
Annibale perse perché non ci fu il giusto supporto da parte della patria, e perché sottovalutò il rapporto tra Roma e le altre popolazioni italiche che erano succubi di Roma, credendo che l’avrebbero aiutato, e che Roma fosse un nemico in comune, ma fece male i suoi calcoli. La guerra tra Roma e Cartagine non finirà qui, difatti non molto tempo dopo ci fu la terza guerra punica, sul nostro sito puoi leggere un riassunto della terza guerra punica.

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